La terza esperienza che presentiamo in questa sezione si caratterizza per essere un percorso online, creato all’interno di un progetto nazionale ancora più ampio intitolato DOORS – Open Doors to Desire as an Opportunity for Social Regeneration. Il corso qui esaminato è stato organizzato come corso online di 5 settimane, tenutosi tra gennaio e marzo 2021. Erano coinvolti 50 studenti, tutti adulti, divisi in gruppi da 25. Nello specifico, i partecipanti erano insegnanti di scuola primaria e secondaria, educatori museali e studenti. Il corso si concentra su questioni legate all’Apprendimento Creativo e al Costruzionismo, partendo quindi da un solido quadro teorico ma includendo tutta una serie di attività pratiche necessarie allo scopo di comprendere alcuni concetti chiave. Il corso in questione appare interessante perché prima dell’edizione online che racconteremo qui era sempre stato tenuto in presenza; proprio per questo motivo, i formatori hanno dovuto riprogettare completamente l’esperienza, per adattarla specificamente all’ambiente online, con l’obiettivo di mantenere la qualità dell’esperienza, cercando di coinvolgere il più possibile i partecipanti.
Proprio per questo motivo, presenteremo lo sviluppo di questa esperienza a partire dalle scelte fatte dai formatori; quindi, in primo luogo, vedremo che tipo di strumenti sono stati scelti e perché.
Gli strumenti:
Quindi, la prima decisione fondamentale da prendere riguardava il tipo di piattaforma: quale piattaforma utilizzare per garantire il miglior divertimento ai partecipanti, ma anche la possibilità di creare sale di pausa per lavorare in gruppo? Quindi già l’elemento di garantire un’esperienza collaborativa di qualità era essenziale. Non solo, un’ulteriore esigenza dei formatori era legata alla possibilità di condividere più schermi contemporaneamente, quindi è stato necessario valutare anche le prestazioni di una piattaforma che potesse supportare efficacemente il gruppo in questa direzione. Le scelte sono ricadute su due piattaforme:
In questa prospettiva, un elemento essenziale è stato anche quello della comunicazione; infatti, come sappiamo, è necessario utilizzare strumenti efficaci per poter rimanere in contatto con i partecipanti in un’ottica di coinvolgimento e orientamento. Non solo, è anche necessario poter utilizzare strumenti adeguati che permettano un contatto facile e diretto tra i partecipanti, per lo sviluppo di una vera e propria comunità.
Poi, per comunicare con i partecipanti, i formatori hanno avviato una newsletter (gestita con Mailtrain) e un sito web. Invece, per mettere in contatto i partecipanti tra loro, hanno invitato tutti a partecipare a un canale Telegram. Anche la scelta di questa piattaforma non è stata immediata, perché ogni strumento presenta sfide e opportunità. In questo caso, però, Telegram si è rivelata una piattaforma adeguata:
Detto questo, la metodologia pratica è stata centrale; dati gli strumenti, durante ogni incontro online i partecipanti hanno avuto la possibilità di lavorare su un progetto, divisi in gruppi e supportati dalla presenza di diversi facilitatori. Pertanto, lo svolgimento degli incontri è stato caratterizzato da un insegnamento basato su progetti: ogni partecipante ha dovuto realizzare un piccolo progetto per ogni incontro. Proprio nello spirito dello scaffolding, all’inizio di ogni incontro i formatori presentavano una versione dimostrativa iniziale del progetto da implementare, fornivano una serie di esempi attraverso una galleria di esempi e poi procedevano alla propria implementazione nei sottogruppi (poi nelle sale pausa) per la durata di un’ora e mezza. Il tutto, sempre sotto la guida e l’osservazione dei facilitatori d’aula (5 per entrambi i gruppi). Poi, dopo la fase di produzione individuale, c’è la fase di condivisione in plenaria. Anche in questo caso, una volta terminato l’incontro, i partecipanti hanno ricevuto un’e-mail con alcune proposte per approfondire i temi del corso: un video o una lettura, una proposta di progetto da realizzare durante la settimana, alcune domande guida per riflettere sull’esperienza in un diario personale del discente.
Vediamo ora nel dettaglio l’organizzazione di ogni settimana, per capire che tipo di dinamiche e strategie sono state messe in atto dai formatori.
Come già detto, prima dell’inizio del corso vero e proprio sono state messe in atto delle azioni che hanno permesso un approccio e una prima rottura del ghiaccio da parte dei partecipanti. Chiameremo questa fase “prima” – fase della settimana 0.
Settimana 0
La settimana precedente al primo incontro, i formatori hanno inviato a tutti un’e-mail con una breve clip di presentazione del corso e di presentazione di se stessi (evidenziando così gli obiettivi del corso, i contenuti e le modalità di partecipazione). In allegato alla stessa e-mail c’erano un video-tutorial e una guida PDF passo-passo per la creazione di un account insegnante, con l’invito a realizzare e caricare su una galleria un progetto in cui far fare al gattino qualcosa di sorprendente (Scratch Surprise). In seguito, i contenuti proposti hanno guidato i partecipanti a creare l’account necessario per realizzare i progetti e, cosa più importante, a creare un primo progetto che permettesse loro di familiarizzare con ciò che dovranno poi fare insieme durante il corso.
Inoltre, data l’importanza del funzionamento dei supporti tecnologici, nella settimana precedente la partenza sono stati organizzati un paio di appuntamenti “tecnici” per testare il funzionamento di Jitsi e la creazione dell’account Scratch con coloro che avevano bisogno di supporto.
Settimana 1
Pertanto, il primo incontro ha avuto lo scopo di rompere il ghiaccio sia tra i partecipanti che con la piattaforma vera e propria. Non solo, vista la modalità di partecipazione particolarmente attiva e quindi non di mera fruizione, il primo incontro aveva anche lo scopo di permettere ai partecipanti di prendere confidenza e familiarità con la modalità di partecipazione. Alla fine dell’incontro, i formatori hanno assegnato dei compiti: esplorare i progetti degli altri e lasciare un commento. Inoltre, con l’obiettivo di fornire ai partecipanti spazi di approfondimento e coinvolgimento, i formatori hanno condiviso con i partecipanti un video clip in cui abbiamo raccontato l’Apprendimento Creativo attraverso la spirale dell’apprendimento creativo e le 4P.
Settimana 2
Per la settimana numero 2, l’ambiente online si è ampliato puntando a coinvolgere i partecipanti in un approccio ancora più pratico, offrendo loro la possibilità di creare un progetto sulla scia delle opportunità di connessione tra fisico e digitale. In questo senso, i partecipanti sono stati invitati ad “aumentare” la loro realtà cercando di animare un oggetto o l’ambiente che li circonda. Si tratta di una prospettiva particolarmente rilevante, in quanto ci dà l’opportunità di pensare a come attivare i partecipanti – in modo piuttosto corporeo e fisico – nella loro presenza online. Contestualmente a questa attività pratica, i formatori hanno proposto come compito a casa, da svolgere in autonomia, la lettura dell’articolo “Cosa intendiamo per apprendimento” di Aaron Falbel e Edith Ackermann.
Settimana 3
Successivamente, nel terzo evento, l’attenzione si è sempre concentrata sulla costruzione pratica, permettendo ai partecipanti di sperimentare la portata dell’Apprendimento Creativo attraverso il Tinkering. In questo senso, i formatori hanno proposto ai partecipanti una costruzione reale attraverso l’uso di materiali trovati a casa (ancora una volta l’interazione con elementi trovati nel loro ambiente domestico). Così è stata proposta l’attività di costruzione di una trottola, partendo dagli oggetti che si trovano in casa. Invece di una galleria sul sito di Scratch, abbiamo utilizzato un padlet per mostrare alcuni esempi, risorse utili e infine condividere le creazioni dei partecipanti. In questo senso, l’uso dello strumento padlet può essere molto efficace, in quanto fornisce una lavagna multimediale di condivisione collettiva sincrona, uno spazio reale all’interno del quale tutti possono interagire contemporaneamente, pur mantenendo l’anonimato. Su questa linea, per mantenere alto il coinvolgimento, come esperienze e attività che possono essere completate a casa, i formatori hanno assegnato e condiviso un’attività dal repertorio dell’Exploratorium (Shadow Remix) e una lettura che accompagna “Sembra divertente, ma stanno imparando?” di Mike Petrich, Karen Wilkinson e Bronwyn Bevan, come quadro teorico.
Settimana 4
La quarta settimana, così come la penultima, è stata caratterizzata da un’esperienza particolarmente attiva basata sulla condivisione: infatti, l’attività che i formatori hanno proposto è stata pass it on!, un’attività all’interno della quale i partecipanti sono stati invitati a invitare un piccolo progetto sulla piattaforma Scratch per metà della durata dell’incontro, per poi farlo continuare da un altro partecipante mentre a loro volta continuavano il progetto di qualcun altro, in modo profondamente collaborativo.
Settimana 5
Infine, l’ultimo incontro è stato organizzato in modo diverso dagli altri. I formatori hanno proposto ai partecipanti 4 breakout tematici:
Detto questo, è possibile fare riferimento ad alcune riflessioni portate avanti dai formatori, in merito alle risorse messe in campo per supportare i partecipanti. Sicuramente la creazione di un sito web ad hoc, di una newsletter e di schede esperienziali ha facilitato il coinvolgimento di tutti i partecipanti, soprattutto per supportare i diversi stili di partecipazione all’interno dei gruppi. Non solo è stata un’opportunità per coloro che non sempre hanno avuto la possibilità di partecipare agli incontri dal vivo, ma ha permesso loro di utilizzare il (poco) tempo a disposizione nell’incontro settimanale per sperimentare concretamente, rimandando l’approfondimento più “teorico” alle letture o ai video. In questo modo, lasciamo lo spazio collettivo e online per la costruzione e il lavoro effettivi.